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Lubrificanti Certificati 27/09/2019

Food grade: esempi di lubrificanti certificati NSF

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Quando parliamo di produzione e lavorazione di alimenti, l’utilizzo di un corretto lubrificante food grade è fondamentale nei moderni impianti di produzione industriale, ove l’automatismo e il corretto funzionamento dei componenti determina la buona riuscita della produzione stessa.

Tuttavia la lubrificazione, se non eseguita in maniera corretta o utilizzando sostanze e prodotti non idonei, può portare a un rischio non trascurabile: la contaminazione del prodotto finale.

Affidarsi a un lubrificante idoneo diventa quindi requisito indispensabile in materia di sicurezza alimentare, affinché nessun residuo venga a contatto con l’alimento, o in caso di piccola contaminazione, questa non abbia effetti sulla salute umana.

Perché ciò avvenga, è necessario che il lubrificante che decidi di utilizzare sia garantito da apposite certificazioni food grade.

 

Leggi anche dal nostro Blog le 5 caratteristiche di una lubrificanti ad uso alimentare.

 

Food grade: come scegliere il corretto lubrificante certificato

Concentrandoci sul primo punto dell’elenco che compare sopra, devi sapere che la NSF International ha classificato tutti i lubrificanti food grade secondo una scrupolosa e minuziosa categorizzazione delle sostanze chimiche utilizzate al loro interno e giudicate ovviamente idonee all’utilizzo.

Da questa profonda analisi i lubrificanti foodgrade certificati NSF si dividono in due macro categorie:

  • Lubrificanti certificati H1, che possono in piccolissime quantità (chiaramente in maniera accidentale) entrare in contatto con l’alimento;
  • Lubrificanti certificati H2, utilizzabili esclusivamente all’interno di macchinari in sistemi chiusi, dove il contatto con l’alimento è impossibile. 

Che cosa comporta questa distinzione?

Spesso nulla, nel senso che molti utilizzano lubrificanti certificati H1 solo per timore di incorrere in sanzioni, nonostante non vi sia alcun rischio di contaminazione per via della struttura del componente.

Ma in realtà, questa suddivisione ti costringe a realizzare un’analisi dettagliata di due aspetti fondamentali:

  • il punto di applicazione;
  • le condizioni operative a cui è soggetto il lubrificante, come ad esempio se regge bene a determinate temperature, nel caso esso debba essere utilizzato in un forno di cottura, ad esempio.

 

Food grade: esempi di lubrificanti certificati.

Per venire incontro a ogni tua possibile esigenza di lubrificazione in ambito alimentare, noi di Macon siamo in grado di sviluppare lubrificanti food grade customizzati sulle esigenze del cliente.

I produttori di frigoriferi e lavastoviglie, ad esempio, per assemblare le guarnizioni avranno bisogno di un grasso lubrificante siliconico ad alta concentrazione di PTFE come Fluorsil 607 FG, che nasce come prodotto apposito per un nostro cliente, per poi diventare una delle soluzioni di punta in ambito food grade, grazie alla sua capacità di abbassare l’attrito nei meccanismi di chiusura.

Se invece il tuo business è la costruzione di cisterne per contenere alimenti fluidi, Fluorogrease  250513/B è il lubrificante food grade di cui hai bisogno, con i suoi inserti in EPDM e silicone, molto apprezzato in quanto non favorisce il rigonfiamento delle gomme.

Utilizzerai invece Fluorogrease 754 A – FG, un altro un grasso fluorurato che abbiamo diversificato in alcuni elementi dal cugino Fluorogrease 250513/B, se hai a che fare con macchinari destinati all’imballaggio di prodotti alimentari.

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Marco Gandelli

Scritto da Marco Gandelli

Imprenditore. Co-fondatore di Macon Research. Esperto e appassionato di meccanica e chimica della lubrificazione. Da 15 anni dopo migliaia di analisi condotte su dispositivi elettro-meccanici, formulo per i progettisti soluzioni lubrificanti su misura per l'incremento dell'efficienza, della durata e il controllo dell'attrito. Amante dell'efficienza dei processi aziendali e del digital marketing.

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